
Nonostante il suo utilizzo sia vietato in Italia da oltre trent’anni, l’amianto è ancora presente in numerosi edifici, impianti industriali e strutture realizzate prima degli anni Novanta. Per questo motivo continua a rappresentare un tema di grande attualità per imprese edili, professionisti, amministratori di immobili e proprietari di fabbricati.
Conoscere le caratteristiche dell’amianto, sapere dove può essere presente e comprendere i rischi associati è il primo passo per gestirlo correttamente e operare nel rispetto della normativa vigente.
Cos’è l’amianto?
L’amianto, noto anche come asbesto, è un insieme di minerali naturali caratterizzati da una struttura fibrosa particolarmente resistente al calore, agli agenti chimici e all’usura.
Per molti decenni è stato ampiamente utilizzato nell’edilizia e nell’industria grazie alle sue proprietà isolanti e ignifughe. Proprio queste caratteristiche ne hanno favorito l’impiego in una vasta gamma di materiali e manufatti. Dal 1992, con la Legge n. 257, l’estrazione, la commercializzazione e l’utilizzo dell’amianto sono stati definitivamente vietati in Italia.

Dove si può trovare l’amianto?
L’amianto è ancora presente in numerose strutture costruite prima del divieto.
Tra i materiali più comuni troviamo:
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- coperture in cemento-amianto (eternit);
- canne fumarie;
- serbatoi e tubazioni;
- pannelli isolanti;
- controsoffitti;
- pavimentazioni viniliche;
- guarnizioni industriali;
- rivestimenti di impianti termici;
- materiali isolanti utilizzati in edifici civili e industriali.
Nel territorio abruzzese, così come nel resto d’Italia, è frequente individuare materiali contenenti amianto durante interventi di ristrutturazione, demolizione o recupero edilizio.escono, almeno in parte, ad ammortizzare questi shock. Le piccole imprese, invece, spesso non hanno questo margine di manovra.
Perché l’amianto è pericoloso?
Il pericolo principale deriva dal rilascio nell’aria delle fibre microscopiche che compongono il materiale.
Quando l’amianto viene danneggiato, deteriorato o lavorato senza adeguate precauzioni, queste fibre possono essere inalate e raggiungere i polmoni.
La loro particolare struttura le rende difficilmente eliminabili dall’organismo e può provocare gravi patologie anche dopo molti anni dall’esposizione.liana, soprattutto nei territori come l’Abruzzo. Una loro crisi prolungata non è solo un problema economico, ma anche sociale.
Quali sono i rischi per la salute?
L’esposizione alle fibre di amianto è associata a diverse malattie professionali e patologie dell’apparato respiratorio.
Tra le principali:
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- asbestosi;
- placche pleuriche;
- ispessimenti pleurici;
- carcinoma polmonare;
- mesotelioma pleurico.
Il rischio aumenta in presenza di esposizioni prolungate o ripetute nel tempo, soprattutto per lavoratori che operano nei settori dell’edilizia, manutenzione impiantistica, demolizioni e bonifiche.
Quali sono gli impatti ambientali?
Oltre ai rischi sanitari, la presenza di amianto costituisce un problema ambientale significativo.
Materiali deteriorati o smaltiti in modo non corretto possono disperdere fibre nell’ambiente, contaminando aree urbane, siti industriali e terreni.
Per questo motivo la gestione dell’amianto è regolamentata da procedure rigorose che disciplinano:
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- identificazione del materiale;
- valutazione dello stato di conservazione;
- eventuale bonifica;
- trasporto;
- smaltimento presso impianti autorizzati.
Cosa significa l’etichetta “A”?
La segnalazione consente a lavoratori, tecnici e operatori di individuare tempestivamente potenziali situazioni di rischio e adottare le misure di sicurezza previste.
La corretta identificazione rappresenta uno degli strumenti fondamentali per prevenire esposizioni accidentali durante lavori di manutenzione, ristrutturazione o demolizione.

Quali obblighi prevede la normativa?
La normativa italiana impone specifici obblighi a proprietari, datori di lavoro e imprese che operano in presenza di materiali contenenti amianto.
Tra gli adempimenti più rilevanti:
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- individuazione dei materiali contenenti amianto;
- valutazione del rischio;
- predisposizione delle procedure operative;
- utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (DPI);
- formazione degli operatori;
- predisposizione del Piano di Lavoro per le attività di bonifica;
- notifiche agli enti competenti;
- corretto smaltimento dei materiali rimossi.
Operare senza le necessarie competenze o senza il rispetto delle procedure previste può comportare gravi conseguenze sia sotto il profilo della sicurezza sia sotto quello amministrativo.
La formazione è un elemento essenziale
La gestione dell’amianto richiede competenze tecniche specifiche e un costante aggiornamento normativo.
Per questo motivo la formazione degli addetti e dei dirigenti coinvolti nelle attività di gestione, rimozione e bonifica rappresenta uno strumento indispensabile per garantire sicurezza, conformità normativa e qualità degli interventi.
FT Abruzzo Services supporta imprese, enti e professionisti attraverso attività di consulenza e percorsi formativi accreditati, contribuendo a diffondere una cultura della sicurezza e della corretta gestione dei materiali contenenti amianto.
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